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Sesso e terza età. Un piacere da coltivare

venerdì 12 gennaio 2007

Negli ultimi dieci anni il miglioramento della qualità della vita degli anziani dei paesi industrializzati ha condotto ad una maggiore interesse scientifico verso la sessualità nella terza età, in quanto parte integrante della salute psico-fisica dell'individuo. Sono state così sradicate le false credenze che conducevano a considerare la sessualità in tarda età come disdicevole, ma ancora oggi molte persone anziane hanno difficoltà ad affrontare con successo i naturali cambiamenti associati all'invecchiamento e molto spesso non riescono a far emergere il proprio disturbo e a reperire centri in cui poter discutere le proprie problematiche con dei professionisti. Nello studio della sessualità nella persona che invecchia, le possibili modificazioni anatomiche, endocrinologiche, neurologiche, assumono significato solo quando vengono integrate nella comprensione degli aspetti psicologici, sociali e culturali. I naturali cambiamenti nella fisiologia maschile rappresentano solo la prima tappa necessaria per comprendere la sessualità in questa fase della vita, perché l'essere umano è in relazione non solo con il proprio corpo, ma anche con gli altri e con il mondo. Fattori fisiologici. Con l'avanzare degli anni negli uomini si assiste ad una diminuzione della produzione ormonale, con una graduale regressione degli organi androgeni-dipendenti quali lo scroto, il pene, i peli, i tessuti muscolari, i testicoli. Ma tali cambiamenti sono molto lenti e non hanno un immediato effetto sull'attività sessuale. Per esempio l'eventuale diminuzione del tasso di testosterone, non condiziona la potenza virile di un uomo che è invece associata a fattori psicologici o a modifiche del sistema nervoso centrale. L'anziano mantiene sia la capacità di avere un rapporto che quella di procreare. Per quanto riguarda i cambiamenti nella risposta sessuale maschile, con il trascorrere degli anni l'uomo impiega più tempo per raggiungere l'erezione che spesso è meno completa ed efficiente. Avendo questa precisa consapevolezza e prevedendo questi naturali ritardi nel tempo di reazione, l'atto sessuale può procedere nel suo diverso iter (diverso da quello dei giovani) e concludersi felicemente senza panico. L'innalzamento e la congestione dei testicoli possono essere scarsi o del tutto assenti, anche la vaso-congestione dello scroto è trascurabile. Una volta raggiunto questo elevato livello di tensione sessuale l'erezione potrà essere efficace come negli anni precedenti e protratta per più tempo senza che intervenga la sensazione irrefrenabile dell'eiaculazione, tanto da potere concedere alla partner maggiore tempo e gradienti supplementari di piacere. Quando si verifica che l'emissione del liquido pre-eiaculatorio dalle ghiandole di Cowper è scarso o del tutto assente, l'orgasmo è raggiunto in un periodo più breve di tempo e la fase di sensazione di inevitabilità eiaculatoria può mancare può essere a causa di un difetto nella produzione del testosterone. Con l'avanzare degli anni, alcuni uomini sperimentano riduzione nella sensibilità peniena e una ridotta frequenza di erezioni notturne. Un altro frequente cambiamento è l'aumento della quantità e della latenza dei potenziali somato-sensoriali evocati dall'area dei genitali. Questi cambiamenti sensoriali potrebbero influenzare la funzione sessuale interferendo con i meccanismi che mediano l'erezione e l'eiaculazione e provocando una diminuzione delle sensazioni di piacere. La forza e la frequenza del desiderio sessuale si riduce con gli anni. Quando non si verifica una riduzione parallela nell'interesse del partner, compaiono incomprensioni, delusioni, e "ritirate sessuali". Le modificazioni descritte variano molto da persona a persona, e pertanto la valutazione della capacità sessuale deve essere fatta, considerando la storia passata del soggetto e non facendo un confronto con degli standard generalizzati. Molti autori si sono chiesti se anche l'uomo sperimenta un periodo della vita che sia fisicamente o psicologicamente comparabile con la menopausa femminile. Alcuni affermano che il termine andropausa conduce ad una confusione semantica e biologica: semantica perché mentre il termine menopausa significa la fine delle mestruazioni, andropausa corrisponde alla fine dell'uomo; biologica in quanto andropausa è un abuso dal punto di vista medico. Le modificazioni indotte dall'età sul funzionamento dell'apparato genitale maschile sono sfumate e solo lentamente progressive. Nell'uomo non esiste niente di rapportabile alla menopausa, perché la produzione del testosterone presenta un declino lento e graduale e non repentino, inoltre vi sono molte differenze tra un uomo ed un altro, per cui alcuni anziani presentano livelli di testosterone simili a quelli che avevano in gioventù. La capacità riproduttiva acquisita con la pubertà, scompare nella donna con la menopausa, mentre è mantenuta, anche se attenuata, nell'uomo anziano. Altri autori sostengono che nell'uomo non esiste l'andropausa come evento fisiologico analogo alla menopausa femminile, inteso cioè, come la completa cessazione della funzione riproduttiva. Ma aggiungono che molti sintomi che sono associati alla menopausa compaiono nell'uomo anziano, anche se l'incidenza, la gravità e l'età di esordio sono più variabili. Nell'accezione più generale del termine esiste una menopausa maschile e può essere definita come un graduale declino della funzione gonadale, che è correlato all'età e che può avere un ruolo nei cambiamenti della funzione sessuale. Fattori psicologici. L'attività sessuale nella terza età è influenzata dai fattori psicologici che contribuiscono all'emergere di problemi sessuali anche nei giovani, e che sono radicati nella natura dell'individuo e delle relazioni interpersonali. Di particolare importanza sono gli effetti deleteri della non conoscenza e delle scorrette aspettative sulla funzione sessuale nel corso dell'invecchiamento: la non conoscenza di tali cambiamenti può portare a interpretazioni errate di ciò che sta accadendo. Ansia da prestazione e il timore di fallimenti sono molto spesso alla base di difficoltà erettili. La relazione di reciproco rinforzo tra ansia anticipatoria e inibizione della funzione erettile è comunemente associata a una notevole auto-critica che manda in crisi il piacere e l'eccitamento sessuale. Da un punto di vista psicologico il fattore che maggiormente incide sulla sessualità è il proprio passato. Mentre in passato ha dominato una tendenza repressiva e colpevolizzante che sosteneva che un precoce inizio dell'attività sessuale, cioè prima del matrimonio, e una frequenza eccessiva avrebbero condotto ad una precoce cessazione di tale attività. Oggi è stato dimostrato il contrario, cioè quanto maggiore è l'abitudine al rapporto tanto più facilmente esso si protrae anche nella terza età.